IN-CONSTANTIA

a cura di Grazia Tassi

L’artista, attento alla grammatica compositiva e alla qualità tecnica, ha orientato le sue competenze artistiche nella sperimentazione di vari e differenti linguaggi pittorici, per approdare, come cifra stilistica identificativa, all’esercizio dell’acquerello, insolitamente realizzato su tela.

Proprio questa costante indagine e ricerca espressiva, rivela come, tuttavia, nell’in-constantia, quindi nella variazione degli esiti e nell’eclettismo formale di Pastore, vi sia una complessiva armonia e una continua coerenza.

L’attenzione dell’artista, infatti, si concentra sul concetto della Creazione e su tutto ciò che contiene in sé questo valore positivo e seduttivo. Che si tratti, dunque, di un frutto, di un fiore o di un corpo femminile, il soggetto delle sue opere accoglie e conserva dentro di sé un seme, un elemento nascosto e prezioso, capace di caricare la forma che lo racchiude di una valenza ancestrale ed erotica.

L’osservazione di Pastore si concentra in particolare su un dettaglio, un segno che poi diverrà il protagonista della superficie. Osservato, dilatato, ingigantito, esso perde la forma originaria, si spande, s’insinua tra le trame di cotone del tessuto, sulla rugosità assorbente della carta, occupa lo spazio per intero, supera con il proprio colore, brillante e trasparente, il taglio netto della tela, sino ad investire, ad inghiottire lo sguardo di chi osserva, sino alla perdita, allo straniamento.

Proprio in quell’attimo, in quello scarto intellettuale di messa a fuoco, di lettura, di comprensione e determinazione dell’oggetto, in quel momento di indefinito, di enigma, lì è l’opera dell’artista, nel passaggio dal reale all’immaginario, dal concreto sino all’astratto.

In particolare il lavoro di incisione sulle lenti, esplica palesemente questa idea del disorientamento, del doppio e del sovrapposto, dello sforzo visivo nell’inquadrare il soggetto e di come esso sfugga, eludendo la realtà attraverso la propria forma.

Da queste figure archetipiche espanse, dalle spaccature nette delle anatomie vegetali, attraverso la deflagrazione del colore vivo e liquido, negli aloni caldi e fumosi delle combustioni, nell’opacità nebbiosa della resina su carta, nella fluidità bluastra dell’inchiostro, da questa vigorosa lievità, irrompe la forza vitale dirompente della Natura, letta e reinterpretata in maniera viscerale e simbiotica per mano dell’artista.

In Constantia 01
In Constantia 02
In Constantia 03
In Constantia 04