di Giacomo Bartolucci

 

Se Narciso si volgesse indietro vedrebbe,

penso, una verde

sponda, il cielo forse, l'Al-

bero, il Fiore -- qualcosa di

stabile insomma,

e che dura, ma il cui riflesso cadendo sull'ac-

qua si spezza e che la fugacità delle onde

diversifica.

Quando

quest'acqua cesserà dunque la sua

fuga?

La domanda posta da Gide nel

"Traité du Narcisse" fa emergere efficaciemente la natura provvisoria e

trascolorante dell'elemento liquido, che con la sua capacità di

riflettere e produrre sdoppiamento diviene metafora di instabilità e

perdita di presa sull' immagine del mondo.

Entro questa dinamica si

consuma il dramma di Narciso, che posto di fronte al proprio

simulacro, soccombe alla nostalgia di un mondo stabile, pensato come

paradiso ormai perduto.

Il pittore è ben consapevole che ogni tentativo

di rappresentazione del reale è destinato a fallire sotto i colpi

della stessa volontà di fissare il mutevole nella ferma fissità della

tela; da qui deriva l'esigenza di trasformare

l' immagine, di celare,

con invezione sempre nuova, l'imperfezione del doppio.

Da questa presa

di coscienza e dalla volontà di rendere esplicita quest'impossibilità,

sembra emergere l'opera di Pietro Pastore, in cui acquerello e

inchiostro diventano tramite pittorico per un' evocazione parziale di

soggetti tratti dall'immaginario quotidiano, qui la natura instabile

dell'acqua concorre, rendendo fluida la materia e trasparente il

colore, a suggerire l'infinita motilità del reale. La pittura ora

lieve, ora deflagrante, allo stesso tempo tenue e violenta, dà vita a

immagini che imprigionate per osmosi nella trama della tela, tentano la

fuga spandendosi in aloni che neppure carte orientali possono arginare.

La forma diviene instabile, la spazialità è eliminata, rimane solo il

dileguare del motivo, che acquista in senso anche sostanziale, valenza

allegorica.

Frutti e fiori, germinazioni esplosive, volti alessandrini,

donne gravide di sogni, diventano simbolo di quel paradiso perduto di

cui Narciso, ormai emaciata e limpida stratificazione di colore, ha

smarrio l'essenza.